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CONVEGNI INTERNAZIONALI
“Poesia religiosa e religiosità della
poesia”
Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad
Te solo, Altissimo, se konfano,
et
nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo
qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et
ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de
Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
il
celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et
per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la
quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed
ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la
quale ne sustenta et governa,
et
produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et
sostengono infermitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka
da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da
la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka
la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e
serviateli cum grande humilitate.
San Francesco d’ Assisi, 1226

Caravaggio, “San Francesco e l’angelo”
La
letteratura italiana comincia con la poesia religiosa.
Dallo splendido esordio di San Francesco, alla profonda ispirazione di
Mario Luzi dei giorni nostri, otto secoli di testimonianze, di come la
fede sia stata ispiratrice di arte e di poesia.
Una grande tradizione su cui “poesia attiva” si è ripromessa di
indagare, per sottolinearla e per valorizzarla, nel corso del 2004, anno
in cui, oltre al tradizionale appuntamento internazionale di fine
novembre, l’ associazione ha inteso organizzare
un
altro evento, denominato “Poesia religiosa e religiosità della poesia”,
e articolato in due distinti momenti, in coincidenza con le principali
ricorrenze religiose, Pasqua e Natale.
L’idea portante, denominatore comune dell’attività dell’associazione per
il 2004, è la medesima dell’altro convegno: disegnare il profilo di un
possibile “uomo migliore”, quale decisiva alternativa all’ “uomo
strumentale”.
E’
così delineato un percorso: l’iniziale implicazione tra espressività
poetica e idealità morale prepara il tema più circoscritto, ma non meno
rilevante, della implicita religiosità- pur nelle sue relazioni con
effettivi contenuti religiosi, ma di per sé più originaria e
indipendente- del dire poetico.
In
un momento in cui il pubblico riscopre la poesia (come dimostrano molti
segni in tal senso, a cominciare dalle folle accorse in piazza ad
ascoltare recitazioni pubbliche in molte città italiane) e, in
particolare, la poesia di ispirazione religiosa dà nuova linfa
all’attività di tanti, prestigiosi autori, “Poesia attiva” ha
organizzato due appuntamenti, per riaffermare il valore della poesia
religiosa e con ciò la religiosità, o per meglio dire la sacralità della
poesia.
Si
è cominciato MARTEDI’ 6 APRILE 2004, a TORINO, nella CHIESA GESU’
NAZARENO, GIARDINI MARTINI ( Piazza Benefica) alle ore 21.00 dove è
stato rappresentato il testo poetico originale “VIA LUCIS” di
Armando Santinato.
A
mille anni dalle prime rappresentazioni, agli albori della nostra
letteratura, il poeta torinese, nel solco tracciato dalla passione
popolare e da grandi autori, ha composto un’opera di straordinario
spessore, che è stata presentata per la prima volta in pubblico, in una
cornice suggestiva, con musiche sacre e con la recitazione, fra gli
altri, di Claudio Sciaraffa, Valentina Volpatto ed Erika Supporta, con
accompagnamento musicale all’organo di Silvio Pinamonti.

VIA LUCIS
“Al Santo Padre
il
dolce Cristo in terra
perché nella gioia e nel dolore porti sempre
la
Luce del Signore
Ai
miei Cari
perché restino sempre nel mio cuore
nella gioia e nel dolore
Ai
miei Compagni e ai miei Maestri di Scuola e di Collegio
perché non perdano il solfeggio
delle sinfonie celesti
Ai
miei cari Colleghi e Studenti
perché siano sempre contenti
nell’anima e nel cuore
A
Tutti
amici e nemici
perché non conoscano troppo il dolore
e
siano felici.
Armando Santinato si è formato spiritualmente e culturalmente al
Collegio dei Salesiani a Roma e in Piemonte e ha proseguito gli studi
laureandosi in materie letterarie e pedagogia all’Università di Torino.
Tra i molteplici impegni insegna Storia della Poesia all’Unitré di
Moncalieri. Incoraggiato da Aniello Arbucci e Gaetano Fiorentino, ha
ripreso dopo lungo silenzio la scrittura poetica, pubblicando
“Tentazioni liriche”, Tirrenia 1989 e “Salso delle Barene”, Genesi 2002.
Ha
scritto inoltre “Improperio satirico” e “Calcio d’angolo”.

Convegno
RELIGIOSITA' DELLA POESIA E LA POESIA
RELIGIOSA
INAUGURAZIONE DEL PRESEPE REALIZZATO DAGLI ALLIEVI DEL CORSO DI SCULTURA
DELL'ACCADEMIA ALBERTINA DI TORINO, DIRETTI DAI PROFESSORI LUCIANO
MASSARI E RAFFAELE MONDAZZI
TORINO, domenica 12 dicembre 2004 Ore 10.00 - 12.30
Chiesa dei Santi Martiri Via Garibaldi, 25
LA PARTECIPAZIONE E' LIBERA E GRATUITA
Organizzazione CLAUDIO SCIARAFFA, ANTONIO MELILLO
Attori MICHELE GUARALDO, VALENTINA VOLPATTO
Musiche SILVIO PINAMONTI (organo)
Ufficio stampa GIUSEPPE PUPPO - Cell. 333 3831761
Per informazioni Tel. 011 5176881- Fax 011 5561678 - Cell. 338 1534427
PROGRAMMA:
DOMENICA 12
DICEMBRE 2004
Ore 10.00
apertura dei
lavori
MONSIGNOR FRANCO
PERADOTTO
BRUNO LABATE
(Presidente Poesia Attiva)
relazioni
GUGLIELMO GALLINO
La poesia e il
sacro
ENZO RANDONE
Prodromi
poetici della religiosità di Rèbora
MARCELLO CROCE
"The common
word exact". Sulla poesia di T.S. Eliot
ANTONIO MELILLO
La poesia
religiosa oggi: introduzione alla poesia di Santinato
durante il
convegno
interpretazione di
brani poetici di:
CLEMENTE REBORA
THOMAS STEARNS
ELIOT
ARMANDO SANTINATO
interpretazioni
musicali
conclusioni
Padre GIUSEPPE
GIORDANO S.J.
Oggi, forse più che mai, l'uomo ha bisogno della paternità di Dio. Sente
che, senza il suo vincolo paterno, tutto si perde nell'assurdo, tutto
diventa mistero opprimente. Solo in Dio si riscopre il senso del male e
della sofferenza, come valori dell'eterno riscatto, in Lui si ritorna
fratelli. A siffatte istanze tenta di rispondere la Poesia contemporanea
là dove l'ispirazione religiosa segue la via dei Misteri.
Armando Santinato
Il
tema del convegno è il rapporto tra poesia e religione. L’idea portante
è quella di disegnare il profilo di un possibile uomo migliore, quale
decisiva alternativa all’uomo strumentale. E’ così delineato un
percorso: l’iniziale implicazione tra espressività poetica e idealità
morale prepara il tema più circoscritto, ma non meno rilevante,
dell’implicita religiosità – pur nelle sue relazioni con effettivi
contenuti religiosi, ma di per sé più originaria e indipendente – del
dire poetico.
Guglielmo Gallino
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