PROFILO ASSOCIAZIONE

 

“La poesia è la capacità di ascoltare, cioè il prestare attenzione al lessico discreto delle cose del mondo.

Questa è la condizione necessaria che fa della poesia stessa la forma più alta del pensiero, in cui la grammatica delle emozioni incontra la sua dimora naturale.

La strada segnata da Poesia attiva in tutti questi anni di attività è quella segnata dalla valorizzazione delle idee: è nella presenza organizzatrice dell’idea di naturalezza che la spontaneità e la riflessione del poeta trovano il loro equilibrio”

 

Nicola Vacca, “La poesia come forza storica”, “Secolo d’Italia” , 10 novembre 2003

 

La poetica

 

Nel solco tracciato dal mitomodernismo, il movimento fondato a Milano agli inzi degli anni Novanta da Giuseppe Conte, Tommaso Kemeny e Stefano Zecchi, l’avvio del percorso autonomo compiuto da POESIA ATTIVA si è sostanziato nella valorizzazione della mitopoetica, intesa come possibilità di dire l’originario: l’attività poetica, rendendo presente il mito nell’emergenza delle parole, ne sottolinea la prospettiva. L’elogio dell’ascolto ha qualificato poi un secondo momento: la capacità di ascoltare, cioè il prestare attenzione al lessico discreto delle cose del mondo, non è soltanto la condizione essenziale della ricezione del messaggio poetico, ma, per POESIA ATTIVA, ne rappresenta l’occasione stessa della formazione. La reciprocità tra l’invenzione poetica e il suo accoglimento ha aperto un ulteriore ambito di ricerca, studiando la polarità simmetrica che, in un percorso unitario, si richiamano a vicenda, presupponendo il delinearsi di un ordine dotato di stabilità ideale e trovando il referente primario nella corporeità. Così, la rilevanza dell’”originario” assume un ulteriore incremento di significato, perché, se la denotazione mitica pone in salvo l’origine dalle insidie della contingenza, il rilievo della corporeità, immettendola nella vita del tempo, la colloca nel rischio della visibilità, ma insieme le conferisce il dono dell’espressione. E se le componenti dell’espressione possono essere sintetizzate nella spontaneità e nella riflessione, la strada segnata da POESIA ATTIVA è quella della valorizzazione delle idee, che riposano nella quiete eternità, indifferente ed inattaccabile agli acidi corrosivi del male, da quello fisico, a quello morale, sempre pronto a minacciare l’esistenza. E’ nella presenza organizzatrice dell’idea che la spontaneità e la riflessione trovano il loro equilibrio. Infatti, se la parola è fatta per risuonare, è anche intessuta di immagini che fanno vedere. In questo rapporto, un tipo di sensazione non interagisce semplicemente con un altro. I loro possibili legami devono stringersi intorno alla centralità allusiva del dire poetico. L’allusione assume il rilievo di tonalità dominante. L’adempimento di questo fine è la speranza del poeta e il dono della parola

 

POESIA ATTIVA

(introduzione ad un codice di ventura)

 

Da più parti ci giungono gli echi risibili della cosiddetta “profezia laica”. preannunciata negli anni venti: sono versi sinistri. di poco conto, che ci ricordano le utopie di coloro che, rimescolando l’odio, intesero e intendono forse ancora distribuire pozioni consolatorie e contrassegni significanti in eterno. E ci raggiungono per di più le unghiate e i lamenti dell’ultima babele di una certa parte del mondo cattolico: esortazioni nauseanti al mutuo soccorso, infervoramenti scomposti e soprattutto l’esaltazione periodica d’un filantropismo del tutto snaturato e corrotto. quasi mai fecondo, mirato in ogni caso a sgravare in maniera svelta le coscienze da pericolose acquisizioni spirituali e dai conseguenti tormenti.

 

In questa anonima e invereconda confusione, la politica e la religione, talora mescolate e asserite ad una letteratura di consumo, definitivamente mercificate, si propongono a peso, a trance, a rate in anfiteatri e in bordelli parati a mezza festa. In che direzione ci è dunque possibile disporre i nostri desideri, le nostre speranze? Non certo in quella del gentilesimo. né di un paganesimo ritardato e settario. Non nel senso d’un estetismo cristallizzato, che trascura o addirittura ignora l’informazione e il messaggio della storia.

 

Collocheremo le nostre invocazioni e le nostre memorie sull’arenile. allineate di fronte all’Acqua, là dove le parole lette sulle labbra lasciano impronte evidenti: aggiusteremo le nostre preghiere alla battigia, perchè niente ci possa distogliere dall’impegno se non la saetta della prima vela, il bagliore confortante della nuova civiltà annunciata. Dall’acqua, instabile e mostruoso elemento primordiale, si recuperi la matrice europea del nostro orientamento ideologico.

 

Di là dal delirio di fantocci che affiorano inzuppati, muovendo inutilmente l’armi: di là dall’ossequio politico, che spesso cela l’attenzione compiaciuta per i propri delitti: di là dalle forzature della ragione e della fede - entrambe malate senza rimedio - sulla ‘Parola’ e dunque sull’anima... Di là dalla purulenza dei socialismi più o meno reali e dalla corrosione dei fondamentalismi viziati per assunto d’onnipotenza…

 

…alto, da Torino, leviamo ancora una volta il braccio e il volto, in un gesto che è un balsamo per la ferita dolorosa della barbarie e per l’ingiuria dura della corruzione.

Da Tonno, dalla sponda sinistra della Grande Acqua che la regge e la porta al mare, ai piedi del monumento a Massimo D’Azeglio, affermiamo oggi il primato morale e civile della Poesia. La indichiamo pertanto come lo strumento fatale dei ministri dello Stato e della Chiesa. Sia la Poesia la voce del capo e del sacerdote.

 

E non stupisca il tacito richiamo al Gioberti, né la sofferta scelta del D’Azeglio ad animare e ad affocare il nostro ‘manifesto’. Dimenticato da troppi italiani. Massimo Tapparelli d’Azeglio fu cavaliere e bardo nella vita pubblica e in quella privata: e se l’impegno civile, dopo “certe terzine” e un incompiuto “poemetto romantico-archeologico”, lo forzò a un genere forse più coerente col suo temperamento (“...Prosa. prosa, per essere capito per le vie e per le piazze ), ciò nonostante lo chiameremo ‘poeta’ e ‘capitano di Carattere’.

 

D’altra parte è facile imbattersi, nella nostra città e in Piemonte, in personaggi che furono poeti, senza che fosse loro offerta la laurea, ed in altri, più volte coronati, che non uscirono quasi mai dal novero dei cantastorie.

Vittorio Alfieri, ad esempio, è Capitano per l’eternità: Cesare Pavese è Capitano nei patti col Mito e nei colloqui con la Morte: Angelo Brofferio è un (piccolo) capitano nel Rataplan della sua nevrosi; Giuseppe Giacosa e Vittorio Bersezio non sono dei capitani: Nino Oxìlia è un capitano solo ne Gli Orti: Fillìa fu gran capitano nel ‘ventitre. nella Danza e nella Lussuria radioelettrica...

E molti altri ancora. ‘capitani’ innominati, in lunga fila davanti a poeti senza voce...

A Torino, ultima città marinara, nasce oggi dall’Acqua la prima Capitaneria di porto a flora subalpina. Il Signore sia la nostra Lanterna. Accorrano altri capitani.

 

Torino, 18 novembre 1994

dal monumento a M. D’Azeglio

Per i Capitani Roberto Lupo

 

 Bruno Labate, Roberto Lupo ed Emilio Gay durante la cerimonia del 18 novembre 1994.

 

 

POESIA ATTIVA E’ NATA IL 18 DICEMBRE 1994, CON UNA MANIFESTAZIONE TENUTA A TORINO DINANZI AL MONUMENTO DI MASSIMO D’AZEGLIO, FONDATA E PRESIEDUTA FINO AL 2004 DA EMILIO GAY. ALLA SUA MORTE, NE E’ DIVENTATO PRESIDENTE BRUNO LABATE. POESIA ATTIVA HA ORGANIZZATO UNDICI GRANDI CONVEGNI A TEMA. HA INOLTRE REALIZZATO A TORINO DECINE DI IMPORTANTI CERIMONIE, MANIFESTAZIONI, READING, LETTURE POETICHE IN FORMA DI CONCERTO, CONVEGNI E DIBATTITI

 

 

Altra immagine dalla memoria storica di Poesia attiva, alla sua fondazione, 18 dicembre 1994

 

Altra immagine dalla memoria storica di Poesia attiva, alla sua fondazione, 18 dicembre 1994

 

Altra immagine dalla memoria storica di Poesia attiva, alla sua fondazione, 18 dicembre 1994

 

 

In questa sopra e nelle foto che seguono, altri momenti di quella storica giornata

 

 

 

Una delle prime manifestazioni di Poesia attiva, la "lotta per la bellezza", per l'abbattimento del Palazzaccio, il brutto edificio del centro storico. Sul vicino Sacrato del Duomo di Torino: Gianni Chiostri, Marco Chiari, Gian Luigi Marianini e Luciano Cerato

 

Nella foto un altro momento di quella memorabile giornata

 

Gian Luigi Marianini, fra Silvana Garda (a sinistra) e Rosy Bianchini di Martino (a destra) sotto i portici del Teatro Regio

 

Queste le prime più importanti manifestazioni ‘storiche’ di Poesia attiva. La documentazione completa sugli altri eventi organizzati in seguito, è nel link CONVEGNI INTERNAZIONALI della home page, da dove si può trovare traccia di ogni attività dell’associazione

 


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