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I POETI MANTELLATI
MANLIO BICHIRI
Nasce a Bonorva (SS) il 26/07/1949, dal 1960 vive e lavora a Torino.
Le
esperienze maturate fin da raggazo si esauriscono molto presto per le
ambiguità di un progetto che sacrifica all’azione politica, la chiarezza
delle radici ideali e filosofiche. .
Sposta quindi il centro del suo interesse verso la ricerca spirituale e
comunitaria, indirizzando la sua azione nelle attività clandestine di
supporto alla dissidenza russa antisovietica nei paesi dell’Est europeo.
La
convinzione dell’incapacità della politica a cambiare “l’uomo” lo spinge
a privilegiare la necessità di un’azione che si esplica, anzitutto, nel
lavoro incentrato su se stessi. Si convince sulla ineledubilità di
scelte radicali quali: l’adesione ad una disciplina tradizionale
(cristiana, buddista, ecc.) che porti ad individuare una “via” di
realizzazione personale, ovvero attraverso la scelta temeraria
dell’esperienza solitaria ed anarchica del “cavalcare la tigre”. Senza
un mutamento ontologico della persona, non c’è mutamento sociale.
Individua nell’arte, e soggettivamente nella poesia, quel supporto
pratico alla conoscenza di sé che accompagna la meditazione: il resto è
testimonianza culturale, utile ma non indispensabile.
Collabora da sempre con le iniziative creative sviluppatesi nell’area,
da Vertex Poesia a Poesia Attiva, al Gruppo Ibis.
Manlio Bichiri è attivamente impegnato, quale vicepresidente della
Consulta per le Persone in Difficoltà, in attività di volontariato..
Quale poeta esordisce nel 1986 col poema “Pietre Scisse”,
pubblicato a Roma per i tipi di Valtenio Tacchi Editore. Da “Pietre
Scisse” nasce, per la regia di Francesco Guzzetti, lo spettacolo omonimo
che debutta al teatro “Piccola Commenda” di Milano per passare poi a
Torino al “Teatro Nuova Ribalta” ora “Teatro Juvarra”. Il copione viene
poi utilizzato come testo di laboratorio teatrale dal regista torinese
Richi Ferrero della Cooperativa Teatrale Gran Serraglio. Nel 1987,
sempre da “Pietre Scisse”, la Cooperativa Pan di Torino produce, per la
regia di Francesco Guzzetti, il video omonimo selezionato ai festival
“TTVV” di Riccione, diretto da Franco Quadri, e a quello di Narni.
“Pietre Scisse” è il poema della ricerca: dietro la ricerca c’è la
“queste” e le implicazioni intime e segrete dei fratelli in Ermete. Vi
compaiono quattro artisti girovaghi che circumnavigano all’interno delle
loro anime espellendone lo spirito del mondo.
Nel 1992 debutta col dramma in versi “S/OGGETTO, Pigmalione o
dell’amore e della bellezza”, prodotto da “Anna Cuculo Group”,
all’interno delle manifestazioni della biennale Torino Fotografia e
successivamente al Teatro Piccolo Regio di Torino nella rassegna di
teatro al femminile “Aquilegia blu”.
Qui un artista di strada racconta l’antico mito greco di Pigmalione e
Galatea. Il cantastorie si muove sui marciapiedi frenetici di una
metropoli postmoderna ma, come è nelle modalità espressive della poesia
del Bichiri, la storia si svolge in luoghi surreali, in quella metropoli
dell’anima sospesa tra temporale e l’atemporale, dove i fatti e la
materia del racconto sono le parole.
Nel 2001, partecipa al Teatro Juvarra alla rassegna “Follia a teatro”
con il dramma in versi “Romanza - Ballata di un uomo quasi felice”
, storia di un musicista che sceglie volontariamente di uscire dal mondo
divenendo barbone.
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