I POETI MANTELLATI

 

BRUNO LABATE

 

E’ il presidente di “Poesia attiva”, con fondò nel 1994 insieme ad Emilio Gay.

Nasce a Montemagno, in provincia di Asti, il 19 settembre 1943.

Vive e lavora a Torino.

E’ laureato in scienze politiche ed ha compiuto inoltre studi di teologia, storia e filosofia.

Al di là delle sue attività imprenditoriali, o delle sue collaborazioni giornalistiche, oltre le attività politiche e sindacali, che ne hanno animato l’impegno in passato, uomo e l’opera si esplicano soprattutto sulle strade del percorso poetico e dell’ organizzazione culturale.

E’ proprio quest’ultima che attualmente lo assorbe principalmente e gli dà le maggiori soddisfazioni.

 

Bruno Labate è anche fondatore e presidente del Premio “Pertinace” (dal nome dell’ unico imperatore romano di origini piemontesi) giunto alla sua diciottesima edizione, che viene assegnato ogni anno a personalità della Regione Piemonte distintesi per particolari meriti artistici, scientifici e sociali.

Nel corso degli anni Ottanta, ha collaborato (nei testi, ma pure per la parte iconografica) alla realizzazione di una collana di libri dedicati alla storia e al patrimonio artistico e culturale dei comuni della provincia di Torino: si tratta di ricerche che vanno oltre la monografia descrittiva, per arrivare a cogliere lo spirito dei luoghi, delle tradizioni, degli abitanti.

Sempre in quegli anni Bruno Labate si è dedicato agli studi storici ed è stato l’autore di una singolare, quanto interessante ricerca, su incarico della società autostradale Satap, volta a ricostruire le fasi della costruzione e della realizzazione del percorso della strada dell’antica Roma da Piacenza a Torino, evidenziando le tecniche di ingegneria adoperate, desunte dal celebre trattato “De architectura” di Vitruvio.

Fra le numerose collaborazioni giornalistiche, particolare rilevanza per l’impegno critico e propositivo dimostrato riveste quella con il periodico “Torino magazine” per cui ha ideato pagine di poesia e attualità culturali.

Come poeta intimista, Bruno Labate è autore di tre raccolte.

 

La prima, “Bagliori” (Sargraf, Torino) è del 1974 e ne svela e ne rivela la vena sentimentale, con effetti dirompenti sui suoi tanti amici e conoscenti.

L’effetto è palpabile, per esempio, nella redazione dell’allora popolarissimo settimanale “Candido”, che gli dedica una partecipata ampia recensione:

“Lo conoscevamo come uomo d’azione e di battaglia. Una battaglia bruciante, vissuta con totale impegno, condotta sempre sul filo del rischio personale e, talvolta, duramente pagata. Così, siamo rimasti stupiti di fronte a questo libro azzurro di poesie…Ma uno stupore del tutto ingiustificato, il nostro, se solo ci fossimo fermati a considerare la gentilezza dei modi e la serenità dello spirito, sempre da lui conservate…La sua poesia è come il suo autore: limpida e inerme, candida e coraggiosa, piana e trasparente…Un dono di semplicità e di dolcezza”.

 

Sull’umanità tenera e semplice, ricca di sincerità e di pulizia, rivelata da Bruno Labate al suo esordio poetico insisteva pure Mario Aires-Lia: “Pensieri, sentimenti, tocchi di colore, brevi sprazzi di luce e lunghe strisce d’ombra: bagliori, appunto, d’una normale vicenda umana, in cui l’anima non s’adagia inerte”.

 

Di lui scriveranno fra gli altri Franz Maria D’Asaro, e l’attuale direttore del TG2 Mauro Mazza, nel 1977, in occasione dell’uscita (Nuove edizioni italiane, Bari) della sua seconda raccolta, “…Anche armonia”.

 

Il primo evidenzia che “Esplorare la speranza, nella certezza di approdare alla spiritualità dell’uomo, è l’atto di fede che più di ogni altro istinto di rivolta pervade e plasma la poesia di Bruno Labate, in questo trittico di riposante ricerca…la solare umanità di una poesia…che tenta il miracolo di ricondurre l’uomo alla propria umanità, di recuperarlo alla propria missione di protagonista divino…di aiutare l’uomo a credere e sperare”.

 

Il secondo (sul “Secolo d’Italia” del 16 aprile 1977) mette l’accento sullo stile di questa “poesia così tersa e intelligibile nelle sue precise risonanze e nei suoi ritmi distesi…Lirica classica e moderna insieme, dove la parola trova un felice esito espressivo, che risulta sempre aderente ed efficace, perché scaturito dal di dentro e rispondente ad una misura stilistica personale, che è simbolo di un’istanza interiore sofferta e, per questo, autentica”.

Tutta la successiva produzione poetica degli ultimi due decenni di Bruno Labate confluirà in una terza raccolta attualmente in preparazione.

 

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