I POETI MANTELLATI

 

 

Profili di:

Otilia Doroteea Borcia; Bruno Labate; Roberto Lupo; Gian Luigi Marianini; Emanuele Perotti; Rosy Bianchini di Martino; Manlio Bichiri; Ennio Cavalli; Gianni Cortese; Marco Chiari; Gianni Chiostri; Anna Cuculo, Guglielmo Gallino; Antonio Melillo; Francesco Rodolfo Russo; Claudio Sciaraffa; Carmen Veronica Steiciuc; Nicola Vacca

 

Emilio Gay volle che i poeti di “Poesia attiva”, fra i fondatori con lui dell’associazione, nonché altri da lui designati successivamente, indossassero nelle cerimonie ufficiali un mantello, simbolo della sacralità della poesia.

Donde l’appellativo di “poeti mantellati”, di cui essi si fregiano.

Ve li presentiamo qui di seguito, facendo precedere le loro schede da una delle più belle poesie dello stesso Emilio Gay, che può essere considerata il manifesto di “Poesia attiva”, da cui i “poeti mantellati” traggono ispirazione.

 


 

Il 20 dicembre 1996, la comunità cecoslovacca con “Poesia attiva” nel Duomo di Torino celebrò una Messa per la guarigione del Presidente Vaclav Havel, che aveva aderito al nostro primo convegno: “Un’anima per l’Europa”.

 

La Messa fu cantata dal Maestro Paolo Osiride Ferrero, con accompagnamento all’organo di Pierumberto Ferrero.

 

Al termine della messa, furono consegnate le prime mantelle a: Rosy Di Martino, Laura Dranbuio, Manlio Bichiri, Giovanni Cortese ed Emanuele Perotti.

 

Prima dell’investitura fu pronunciata la formula rituale, scritta da Emilio Gay, che qui di seguito riportiamo:

 

Invocazione

 

Dio, aiutaci a mettere al Tuo servizio

il nostro talento, acciocchè la Tua voce

possa sentirsi nella nostra

Poesia.

Dacci la forza di condurre i popoli

Fa che la nostra parola possa far

accadere ciò che mai è accaduto e

ciò che mai accadrà.

 

 

Esortazione

 

Poeti oggi, Capitani Mantellati della Sorte,

sorgete dalle nicchie sull’orizzonte

degradato dal reale,

Miti viventi.

 

Indossate la mantella simbolo di potere

e dignità, di amore per le lettere

e di coraggio. Usatela come l’avvocato

la toga, come la cappa l’Espada.

 

Promessa

 

Cercate l’Eterno mentre è vicino ( Isaia 55)

Il Vostro impegno sia con Dio e

Voi stessi.

 

 

Alzate la mano destra a significare

Il vostro assenso.

 


 

“Poeti oggi”

di Emilio Gay, da “Le ali di Pegaso”, ( Get, 2001 )

 

Poeti oggi,

capitani mantellati

dalla sorte

ancora esitanti,

sorgete dalle nicchie

sull’orizzonte degradato

del reale:

miti viventi,

forti e combattivi!

Cantate la patria

e il quartiere,

la gioia e l’avventura,

la lotta e il mito.

Sussurrate il dolore.

Gridate la tragedia.

Fate della bellezza creativa

la vostra ottima

morale.

 

Indossa Poeta, la mantella,

simbolo di potere e dignità,

di amore per le lettere

e di coraggio.

Usala come usa la toga

l’avvocato, come la cappa

l’espada.

Rispetta la lingua di Dante

oh poeta, e coniuga e declina

e subisci la sintassi

con gioia.

Parla di te poco e di rado

e quando lo fai

tieniti all’universale.

Ideologia, descrizione, natura,

pura sensibilità e puro sentimento

possono solo nutrire la poesia

ma per divenire poesia

devono essere da te trasfigurati,

oh poeta!

 

La poesia è un organismo

vivente.

Vale, oh poeta, la stessa

equazione

per la scienza e la tecnica.

Nella poesia deve esserci

tutta la scienza e la conoscenza

del tempo

ma di più!

Ricorda che vi è una scienza

dell’inesistente

e una scienza del non essere

che al poeta

deve essere nota.

Elimina il banale,

ricerca il mai detto.

 

Risali la filologia

per conoscere meglio le parole

nel loro profondo significato

onde chiosarle nel verso.

Riscopri parole dimenticate,

significati oscuri:

dà loro nuova luce,

e incastonale, brillanti,

nella tua parabola.

Arricchisci il linguaggio

di tesori obsoleti.

Poni cura e attenzione

alle parole di potenza,

alla magia subliminale,

al suono e ai troncamenti.

 

Le parole possono far accadere

ciò che non è mai accaduto

e ciò che non accadrà mai!

Non dimenticare l’ironia!

Dimentica invece le parole straniere.

Mantieni un po’ di mistero,

sii semplice, ma di quella

semplicità che può essere

intesa dai saggi.

Preferisci i graffi

ai dolci baci delle rime

e ricorda che ogni

licenza poetica

è un congedo dai poeti mantellati.

Salveranno i poeti

l’Italia e l’italiano?

 


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